
Nato a Pesaro nel 1983, Gianluca Gorini è figlio d’arte: sua mamma gestiva con lo zio una trattoria, che lui ha sempre frequentato. Non c’è stato un preciso momento in cui Gianluca abbia annunciato che sarebbe diventato chef, è stata una scelta di percorso spontanea, nata crescendo nella frenesia della cucina tra pentole bollenti e la pasta fatta in casa da sua nonna e sua madre. Dopo essersi diplomato all’Alberghiero di Pesaro, ha iniziato a fare le prime esperienze professionali sulle coste romagnole, per poi spostarsi al “Bagno di Romagna”, dal primo dei suoi maestri, Paolo Teverini. Lì, ai confini della Toscana, ha scoperto l’intima relazione tra l’arte culinaria e la conoscenza delle materie prime, che gli rimarrà nel cuore e nella mente nel corso della sua intera carriera, come testimonia il premio Pane e Ristoranti 2023 di Italian Gourmet. Il desiderio di mettersi alla prova lo ha poi portato a Londra per padroneggiare la lingua inglese, oltre che imparare in cucina. Qui, si è unito alla brigata di “Monsieur Max”, ristorante di cucina francese stellato, guidato dallo chef Alex Bentley. Nel 2008 è tornato in Italia e ha trascorso quattro anni al fianco del suo mentore Paolo Lopriore a “Il Canto di Siena”, poi, nel 2012, ha intrapreso un nuovo cammino con Francesco Bracali, guadagnandosi il titolo di Miglior Chef Emergente del Centro Italia. Il 2013 lo ha visto chef presso “Le Giare” a Montiano, grazie al sostegno del patron Claudio Amadori. Due anni dopo, a conferma del talento di Gianluca, è arrivato il Premio Sorpresa dell’anno dalla Guida Identità Golose.