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L'Ospite della Settimana: Michel Rochedy - Patron ed Executive Chef dell'hotel Le Chabichou di Courchevel 1850

in Personaggi - il 29 Gennaio 2017

Coloro che hanno contribuito a creare il mito di Courchevel, sono oggi comunemente denominati I Pionieri. Sono un gruppo ristrettissimo di grandi personaggi, dal fascino intramontabile, che negli anni Cinquanta e Sessanta hanno creduto ed investito in quella che sarebbe diventata la località sciistica a più alta densità di stelle Michelin del mondo. Michel Rochedy, in questa ristrettissima cerchia, occupa una posizione speciale. Grazie alla sua personalità, al suo amore per il territorio, alla capacità di creare una squadra che lavora come un'orchestra affiatata. Proprietario di uno degli indirizzi più glamour della località, primo ristorante ad avere ottenuto il "macaron" nel 1979, nel 1984 raddoppiava le stelle e nel 2012 questa bellissima struttura composta da due chalet dal candido colore bianco perlato diventava membro Relais&Châteaux. Oggi Le Chabichou, ad oltre mezzo secolo dalla sua apertura, grazie anche ad un talento assoluto ai fornelli come lo chef de cuisine Stéphane Buron, Meilleur Ouvrier de France nel 2014, che dal 1987 collabora con Michel Rochedy, si conferma come un indirizzo dal fascino unico dove si respira un'atmosfera speciale e ci si sente subito a casa. Courchevel è una stazione sciistica cosmopolita, ma allo stesso tempo gli ospiti che la frequentano amano degustare i sapori savoiardi: un ristorante come il vostro, insignito di ben due stelle Michelin, come si relaziona con i produttori locali? Rimango quotidianamente affascinato dai piccoli produttori, come alcuni affinatori di formaggio che portano avanti eccellenze uniche come il bleu de Termignon (formaggio francese venato preparato con latte vaccino crudo, ndr), un'etichetta prodotta da solamente quattro aziende agricole. Ma nella nostra carta, da tre anni, non mancano alcune tipicità come i pesci di lago: grazie a dei pescatori locali, che ci riforniscono facendo attenzione alla stagionalità, portiamo in tavola dei grandi prodotti ittici solamente quando esprimono il massimo del loro sapore. Senza contare la ricerca che facciamo sui vini, un tema al quale dedichiamo grande attenzione. Un lavoro attento che si ritrova sfogliando la vostra carta: su quali etichette locali avete puntato? All'interno della nostra cantina si contano oltre 600 etichette, con un'attenzione particolare per i vini della Savoia, una regione dal punto di vista enologico non tra le più popolari in Francia ma presente in tutti i più grandi ristoranti del mondo. Tant'è che alcune etichette raggiungono livelli di qualità assoluta, come nel caso de Le Feu del Domaine Belluard, un produttore di Ayse (un villaggio tra Ginevra e Chamonix, ndr) innamorato de "Le Gringet", un vitigno del quale rimangono in totale appena 22 ettari coltivati. Scoperta e valorizzazione dei produttori locali, qualità assoluta della materia prima, stagionalità, sono questi i pilastri sulla quale si fonda la sua cucina? A partire da quando ero bambino e vivevo in Ardèche, ho sempre amato la natura ed i suoi prodotti in tutte le sue declinazioni, ed è per questo motivo che il mio attaccamento a queste montagne è così forte. Il risultato si riflette nella nostra carta: cambiamo il menù ogni sei settimane, consapevoli che uno dei segreti dei nostri piatti è esaltare i grandi sapori che questa regione offre. Monsieur Rochedy, ma qual'è il segreto che ha reso Le Chabichou un indirizzo speciale? La verità? Non ho mai pensato ad investire per guadagnare di più. Non è questa la cosa importante. Le soddisfazioni più grandi si ottengono quando si vedono i propri ospiti felici, contenti di aver trascorso una bella serata. E creare una squadra composta da 142 elementi, che quotidianamente fanno sentire a proprio agio chi soggiorna in una delle nostre 41 camere, o sceglie di cenare da noi, è, mi creda, una appagamento che non ha prezzo. [caption id="attachment_12382" align="alignnone" width="1400"] Michel Rochedy, Patron ed Executive Chef dell'hotel Le Chabichou di Courchevel 1850 - Stéphane Buron, Chef de cuisine, Meilleur Ouvrier de France nel 2014[/caption] French version: goo.gl/QDzlql

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